Osteopatia Viscerale

Osteopatia Viscerale

Trattamento Osteopatico Viscerale: valutazione dell’efficacia attraverso una revisione della letteratura

Autori: Bavetta Davide, Cortesi Federico, Orizio Giada, Piantanida Fabio e Porfirio Federica.
Relatore: Fabio Aprile D.O.
Dipartimento di Ricerca: TCIO Istituto di Osteopatia Milano

OSTEOPATIA VISCERALE

Da un punto di vista storico, il concetto di osteopatia viscerale è stato introdotto dall’osteopata francese Jacques Weischenck negli anni 80 e sviluppato con le pubblicazioni successive di Jean-Pierre Barral e Pierre Mercier. L’osteopatia viscerale è quella branca che si occupa delle Disfunzioni Somatiche (DS) a carico di organi interni. La presenza di DS può facilitare l’insorgere di problematiche e disturbi a carico del sistema muscolo-scheletrico, gastro-intestinale ecc. e possono essere rilevati alla palpazione e trattati mediante manipolazione. (Guilland, et al. 2018)

L’osteopatia viscerale parte dall’idea che gli organi abbiano un movimento proprio e che questo possa essere disturbato nello stesso modo in cui può esserlo la mobilità articolare.

Distinguiamo tre movimenti degli organi:

  1. Motricità: cambiamenti passivi nella posizione degli organi che derivano da un’attività motoria arbitraria da parte del sistema locomotore.
  2. Mobilità: dovuta ad automatismi come la respirazione diaframmatica, l’azione del cuore e la peristalsi. –
  3. Motilità: movimento intrinseco degli organi con una frequenza lenta e piccola ampiezza. Infatti, durante lo sviluppo embrionale, gli organi in evoluzione eseguono movimenti di crescita e spostamenti di posizione che rimangono immagazzinati in ogni cellula dell’organo come una sorta di memoria. Quindi la motilità è una ripetizione ritmica di questa migrazione embrionale verso il suo luogo di origine e ritorno.

I disturbi viscerali inoltre possono innescare, aumentare o mantenere disfunzioni a livello viscerale, muscoloscheletrico e craniosacrale.

La lesione osteopatica può essere percepita attraverso diversi metodi di palpazione della parete addominale trovando quindi un organo o viscere che, a causa dei fenomeni striomotori, lisciomotori, vasomotori, secretori e trofici, ha modificato le sue strutture nel senso di: volume, densità, forma, posizionamento e movimento.

Il trattamento manipolativo viscerale osteopatico influisce su mobilità e motilità dell’organo, circolazione dei fluidi, spasmi sfinteriali e muscolari, produzione biochimica ed ormonale, immunità e psiche.

OBIETTIVO DELLA TESI

L’obiettivo della tesi è stato quello di effettuare una revisione della letteratura pubblicata relativa ad alcune patologie con ripercussioni di carattere viscerale, alla luce del loro rapporto con la terapia manuale ed osteopatica. Sono stati selezionati articoli riguardanti cinque argomenti differenti:

  • • Sindrome dell’ovaio policistico
  • • Autismo
  • • Dispepsia funzionale
  • • Reflusso gastroesofageo
  • • Lombalgia non specifica

Il fine della tesi era quello di ricercare attraverso la letteratura scientifica le possibilità e le modalità d’intervento del trattamento manipolativo viscerale osteopatico e della terapia manuale in tali problematiche citate precedentemente.

MATERIALI E METODI

Per la revisione della letteratura è stata eseguita una ricerca dei lavori scientifici attraverso PubMed, un servizio di ricerca gratuito di letteratura scientifica biomedica dal 1949 ad oggi;

CONCLUSIONE

A fronte dei risultati positivi degli articoli presi in considerazione, possiamo affermare l’importanza e la l’efficacia del Trattamento Viscerale Osteopatico (VOMT) come valido metodo di trattamento per le patologie prese in esame. I parametri di dolore, range of motion articolare e qualità della vita dei pazienti presi in esame in quattro dei cinque articoli hanno fatto emergere un significativo miglioramento a livello di punteggio rispetto ai gruppi trattati solamente con una terapia medico-sanitaria classica o con l’osteopatia viscerale.

Riteniamo che l’integrazione del VOMT possa essere d’aiuto anche per altre patologie da prendere in esame, al fine di poter integrare ai protocolli già esistenti, nuovi risultati che permettano di rendere il trattamento più globale possibile e permettendo di vivere al paziente una vita migliore su tutti gli aspetti.

Intendiamo sottolineare l’importanza dell’esperienza del terapeuta nell’utilizzo e nella scelta delle tecniche mirate da eseguire per permettere un supporto maggiore nella validità del trattamento.

Consideriamo l’osteopatia viscerale nelle sua globalità e non solo nell’aspetto manipolativo classico. Questo permetterebbe di aggiungere al percorso terapeutico del paziente affetto da patologia il VOMT, così da andare a incidere sui parametri più importanti per la salute del paziente come il dolore e la qualità del suo stile di vita.

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