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mar

Bruxismo? Prova con l’Osteopatia

 

bruxismo e osteopatia
 

Il bruxismo è definito come un’attività motoria caratterizzata da serramento e digrignamento dei denti durante la notte, abitualmente associata a micro-risvegli e accompagnata generalmente da rumori dovuti allo sfregamento dei denti.

Bruxismo notturno, bruxismo diurno, bruxismo di bambini e adulti:

 

Il bruxismo notturno è un’abitudine frequente.  Ma sebbene circa il 60% della popolazione presenti un’attività dei muscoli masticatori durante il sonno, soltanto nell’8% della popolazione mondiale si può parlare di bruxismo.
La prevalenza del bruxismo nella popolazione presenta valori molto variabili e sembra essere correlata all’età: la presenza di bruxismo nei bimbi e tra il 14% e il 20% nelle persone giovani di 18- 29 anni è del 13%, negli adulti è il 9% e nelle persone over 65 è del 3%.
Il bruxismo dei bambini in genere termina alla perdita di tutti i denti da latte e non va trattato.

Classificazione

 

Il bruxismo può essere classificato in base a diversi criteri:
 

A seconda dell’insorgenza:

  1. durante la veglia
  2. durante il sonno
  3. combinato ovvero sia nella veglia che nel sonno;Rispetto alle cause che provocano il bruxismo:
  1. primario o idiopatico: senza conoscenza di cause apparenti
  2. secondario: associato a malattie e a farmaci o altre sostanze (antidepressivi, farmaci antipsicotici, anfetamine e sostanze anfetamino-simili, tipo ectasy)
    A seconda del tipo di attività motoria
    :
  1. Tonica: contrazione muscolare per più di due secondi
  2. Fasica: breve e ripetitiva contrazione della muscolatura masticatoria con tre o più impulsi di attività elettromiografia che dora tra gli 0,25 e due secondi ciascuno
  3. Combinata: fasi alternate di episodi tonici e fasici

Circa il 90% degli episodi sono fasici o combinati, tranne il bruxismo da svegli, in cui gli episodi sono prevalentemente tonici.

Bruxismo cause

 

Gli attuali studi supportano un’ipotesi multifattoriale della genesi e patogenesi, esistono sempre maggiori conferme che il bruxismo faccia parte di una risposta neurologica, espressione di disturbi del sistema centrale dopaminergico.

A questo si aggiungono altri fattori come l’ansia e lo stress, fattori psicologici, assunzione di sostanze come l’extasi , l’alcol,  la caffeina e il tabacco.  Inoltre malattie sistemiche e l’assunzione di farmaci (come ad esempio la serotonina, le benzodiazepine e le sostanze dopaminergiche) possono favorire l’insorgere di questo disagio.

Dunque possiamo considerare il bruxismo come un disturbo del sonno legato sia ad uno stato emotivo sia a diverse patologie, caratterizzato da un disturbo del movimento della mandibola che va a compromettere la qualità del sonno stesso e l’apparato masticatorio.

Manca invece di validità scientifica la correlazione tra le caratteristiche anatomiche di malocclusione e il bruxismo.
Vediamo nel dettaglio i diversi fattori che rientrano nell’ipotesi multifattoriale:

  1. l’ipotesi genetica,
  2. l’ipotesi ormonale,
  3. l’ipotesi neurotrasmettotoriale,
  4. l’ipotesi correlata all’attività ritmica dei muscoli masticatori (RMMA),
  5. l’ipotesi correlata al sistema nervoso autonomo e al sistema nervoso centrale


Diagnosi clinica

 

La diagnosi del bruxismo è vincolata al riconoscimento di una catena di eventi che porta al movimento ritmico della mandibola.

La raccolta dei dati e dei sintomi del bruxismo inizia con la compilazione di un questionario contenente una serie di quesiti per orientare il professionista nel processo diagnostico.

I questionari però presentano limiti dovuti sia alla soggettività delle risposte che al fraintendimento delle stesse.

Quindi all’analisi dei questionari viene associata una visita al paziente al fine di individuare una o più caratteristiche comuni a chi è affetto da bruxismo.

In particolare, clinicamente lo smalto dentale è il primo segno indicatore di bruxismo, ma va verificato che la sua usura non dipenda da altri fattori, quali ad esempio l’età, il tipo di occlusione, l’usura dello smalto, la dieta, l’ingestione di acidi e bevande gassate, il tipo di saliva, la presenza di disordini digestivi, come d’esempio il reflusso gastroesofageo.

Altri sintomi che si possono osservare in chi bruxa sono il dolore alla masticazione e ai muscoli cervicali, mal di testa, denti ipersensibili, attiva mobilità dei denti, stanchezza dovuta alla scarsa qualità del sonno.

La raccolta dei sintomi che caratterizzano il bruxismo e la conferma da parte dei familiari che dormono accanto a chi ne è affetto è il punto di partenza per arrivare ad una diagnosi, che tuttavia può essere confermata esclusivamente attraverso test strumentali diagnostici come la polisonnografia.

La polisonnografia viene effettuata in un laboratorio del sonno.  Questo test include registrazioni elettromiografiche dell’attività motoria della mandibola ( EMG) e   registrazioni EEG  per misurare l’attività cerebrale.  Inoltre vengono fatte ECG (elettrocardiogramma) per misurare l’attività cardiaca, l’ossimetria per misurare i livelli del sangue ossigenato e vengono effettuate le misure del volume respiratorio e la frequenza.  Inoltre vengono fatte registrazioni audio e video per escludere l’attività masticatoria non dovuta al bruxismo.

Purtroppo l’utilizzo della polisonnografia ha costi elevati, inoltre comporta la modifica delle abitudini del sonno del paziente. Per questi motivi la polisonnografia viene riservata solo ai casi più complessi,  come ad esempio nel caso di epilessia e nel caso di disordini complessi dei movimenti notturni.


Rimedi e trattamenti

 

Bruxismo e trattamento manipolativo osteopatico

Attraverso il trattamento osteopatico è possibile andare ad agire sui meccanismi neurofisiologici che provocano il bruxismo. In particolare l’osteopata andrà a manipolare:

  1. tutta la muscolatura masticatoria, andando a ridurne l’ipertono;
  2. agirà sulle suture del cranio, per ottenere effetti regolatori sul Sistema Nervoso Autonomo;
  3. la regione cervicale per aumentare la risposta parasimpatica;
  4. i tessuti molli suboccipitali per attenuare il tono simpatico.
  5. Attraverso tecniche di “rib raising” andrà a diminuire l’attività simpatica

Queste tecniche permettono di agire su fattori quali l’ansia e lo stress, diminuendo così lo stato di ansia cronica nel paziente.

È molto importante che il paziente che soffre di bruxismo si rivolga ad uno specialista in Osteopatia, che attraverso un’accurata anamnesi potrà valutare l’intervento osteopatico più adatto e consigliare l’utilizzo di strumenti terapeutici adeguati.

Qui di seguito vengono elencati gli strumenti terapeutici utilizzati per ridurre il bruxismo  o per ridurre i suoi danni.

  1. Lo strumento più importante è la spiegazione al paziente del reale quadro clinico. Dettagliate informazioni date al paziente servono per ottenere una sua attiva cooperazione nell’osservare il proprio comportamento. Il paziente viene istruito su come effettuare l’autocontrollo attraverso l’autorilassamento. L’autocontrollo risulta infatti fondamentale per poter rendere efficaci qualsiasi altro strumento terapeutico.
  2. Intervento farmacologico.

Ci sono alcuni farmaci che possono aiutare il bruxismo, anche se l’impiego è limitato per non incorrere ad un aumento dell’emotività.  Questo tipo di intervento deve sempre essere accompagnato da altri strumenti terapeutici ed effettuato sotto stretto controllo medico.

  1. Strumenti odontoiatrici

Gli strumenti odontoiatrici servono per prevenire il danno dentale e ridurre il disagio per i familiari conviventi, ma non hanno un effetto terapeutico sul bruxismo stesso. Vengono consigliati paradenti notturni (Bite) con funzione ammortizzatrice e riparatrice.

  1. Terapie psicologiche

Le terapie psicologiche sono orientate verso il controllo dei fattori psicoemozionali che sottostanno al bruxismo.  In poche parole cercano di controllare l’ansia e lo stress emotivo.  Terapie di questo tipo sono ad esempio:

  1. la terapia cognitiva comportamentale,
  2. l’EMG biofeedback,
  3. le tecniche relazionali,
  4. la psicoanalisi,
  5. l’ipnosi e la meditazione.Un altro importante strumento è lo studio e il trattamento dei disturbi del sonno per migliorarne la quantità e la qualità.
  1. Utilizzo di medicine fisiche:
    1. programmi per il danno cardiovascolare,
    2. Tens,
    3. agopuntura ,
    4. massaggio manuale.

Inoltre viene impiegata anche la medicina alternativa naturopatica.

Al fine di approcciare il paziente in maniera olistica l’osteopata darà inoltre consigli di igiene del sonno:

  1. evitare assunzione di stimolanti per diverse ore prima di dormire (ad esempio te, caffè, sigarette);
  2. mantenimento di un programma regolare del sonno.

Tutto ciò permetterà di migliorare il sonno ovvero di aumentare le fasi di sonno profondo diminuendo i risvegli poiché il bruxismo si verifica principalmente nelle fasi di sonno leggero. Questo porterà ad un ripristino dell’equilibrio allostatico del paziente.

Se soffri di bruxismo oppure vorresti ricevere una valutazione con un’osteopata puoi compilare il seguente form per un appunatmento personalizzato gratuito.

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