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Il trattamento manipolativo delle cicatrici

 

TCIO – Istituto Osteopatia Milano: Progetto di ricerca di Edoardo Fedeli D.O., Davide Stella D.O. e Boris Tripodi D.O. – Relatore Gianpaolo Tornatore, Phd

 

Il ruolo dell’osteopatia nella valutazione e trattamento delle cicatrici chirurgiche e non. Progetto di ricerca TCIO – Istituto Osteopatia Milano

Quasi tutti possiedono una cicatrice – recente o remota, grande o piccola. Si è soliti associare la cicatrice ad una serie di disagi legati alla sfera psicologica, dimenticandosi però che la cicatrice rappresenta il risultato finale del processo di riparazione tissutale e che, quindi possa influenzare anche mobilità, postura, provocare dolore e disabilità alle persone.

 

Nonostante, quindi, si parli spesso dell’importanza del trattamento delle cicatrici, si prende poco in considerazione l’effetto della terapia manuale sulle stesse.

 

Quali sono i tempi di guarigione e come devono essere trattate le cicatrici?

 

Non appena un tessuto viene leso, inizia subito il processo di guarigione che possiamo classificare in 3 fasi: infiammatoria della durata di 3-4 giorni, riparativa proliferativa per le tre settimane successive, e fase di maturazione che può durare fino a uno o due anni.

 

Durante il processo di guarigione della ferita, entrano in gioco numerosi fattori che influenzano la velocità e la qualità della riparazione della lesione. Inoltre agiscono anche molteplici fattori individuali sistemici, come ad esempio età, alimentazione, stato metabolico, circolazione, alcuni ormoni, infezioni, fattori meccanici, corpi estranei e dimensione/localizzazione e tipo di lesione.

 

Si possono avere complicanze nella guarigione delle ferite, causate da alterazioni di una qualsiasi delle componenti fondamentali del processo di riparazione e formazione delle cicatrici. Alterazioni che possono essere accorpate in tre macro categorie: insufficiente formazione della cicatrice, eccessiva produzione delle componenti del processo di riparazione e formazione di contratture.

 

 

Cosa può fare l’osteopata?

 

L’osteopata ha il compito di scegliere il metodo di valutazione e il trattamento per la cura della cicatrice cutanea (traumatica o post operatoria) al fine di evitare complicazioni, disfunzioni e sindromi dolorose associate alla cicatrice stessa.

 

Attraverso una peculiare conoscenza della struttura della cute e delle caratteristiche anatomico-fisiologiche del processo di riparazione tissutale l’osteopata potrà capire come deve essere impostato un trattamento osteopatico con particolare attenzione alla cura della cicatrice.

 

È inoltre importante tenere sempre in considerazione le controindicazioni e gli effetti indesiderati delle terapie proposte al fine di individuare per ciascun caso la terapia più idonea.

 

In caso di cicatrice in stato di formazione la “Società Europea della Riparazione dei Tessuti” consiglia di seguire tre valutazioni diverse al termine del primo, secondo e terzo mese dopo la chiusura della ferita.

Durante la prima valutazione clinica si analizzano le caratteristiche generali della cicatrice, cioè il colore della vascolarizzazione. Al secondo mese si valutano le variazioni di larghezza, altezza e colore, mentre al terzo mese si esamina la flessibilità e la consistenza.

 

In generale gli aspetti che dovrebbero essere misurati sono:

• Caratteristiche fisiche: attraverso lo spessore, la superficie e la flessibilità

• Aspetto estetico: valutando la pigmentazione

• Sintomi del paziente

 

La tipologia di trattamenti che l’osteopata può effettuare o consigliare sono consultabili scaricando la tesi completa. In questo articolo non verranno trattate le cicatrici da ustione e le cicatrici nei bambini.

 

Compila quì il modulo e scarica la tesi!

 


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