Osteopatia sotto i riflettori: la voce del TCIO dopo il servizio de “Le Iene”
Il 28 Ottobre 2025 il programma televisivo “Le Iene” ha trasmesso un servizio dedicato alla sicurezza delle manipolazioni cervicali. Il TCIO – Istituto di Osteopatia di Milano – ha avuto l’onore di essere rappresentato dal nostro fondatore e direttore, Paolo Parente, intervenuto per offrire un punto di vista tecnico e professionale.
Un’occasione per fare chiarezza
Il servizio ha acceso i riflettori su tecniche manipolative spesso associate erroneamente all’osteopatia, come il cosiddetto ‘Ring Dinger’ o il ‘Tok Sen’. In realtà, queste pratiche – per quanto spettacolari – non fanno parte dell’approccio osteopatico, che si fonda su ascolto percettivo, rispetto della fisiologia e valutazione globale della persona.
“Abbiamo accolto con senso di responsabilità l’invito a partecipare – spiega Paolo Parente – perché crediamo che il pubblico meriti di sapere cosa sia davvero l’osteopatia. È una disciplina basata su anni di studio, pratica clinica e attenzione alla sicurezza delle persone.”
Guarda quì il servizio completo.
Intervista a Paolo Parente, fondatore della scuola di Osteopatia TCIO
Paolo, come è nata la tua partecipazione al programma Le Iene?
Sono stato contattato per offrire un punto di vista tecnico e professionale su pratiche manipolative che oggi, purtroppo, vengono facilmente associate all’osteopatia ma che in realtà hanno origini e principi completamente diversi. Ho accolto l’invito con senso di responsabilità, convinto che fosse un’opportunità per fare chiarezza.
Qual era il messaggio principale che volevi trasmettere?
Che l’osteopatia non è spettacolo, è ascolto e ragionamento clinico e poi manipolazione. L’approccio osteopatico si basa su una valutazione globale della persona, sull’ascolto percettivo e sul rispetto profondo della fisiologia. È una disciplina che si fonda su anni di studio e formazione rigorosa.
Nel servizio si vedono tecniche come il Ring Dinger o il Tok Sen. Che differenza c’è con l’osteopatia?
Queste tecniche sono visivamente forti e molto condivise sui social, ma non fanno parte dell’approccio osteopatico. Il nostro metodo è differente, ragionato, personalizzato. Non tutte le tecniche vanno bene per tutte le persone, ed è per questo che ogni trattamento osteopatico inizia da una valutazione approfondita.
Inoltre, con l’osteopatia, oltre ai thrust, tecniche ad alta velocità e bassa ampiezza, si possono utilizzare altri approcci, meno spettacolari ma altrettanto efficaci!
Ci sono rischi con trattamenti non osteopatici?
Ogni trattamento che non tenga conto della storia e dello stato di salute delle persone può essere rischioso, specialmente se vengono fatte manipolazioni dirette in distretti più esposti anatomicamente a zone neurologiche o vascolari di attenzione. Per questo l’osteopatia si fonda sulla valutazione individuale e sulla sicurezza.
Cosa pensi del modo in cui Le Iene hanno trattatol’argomento?
Credo che abbiano acceso un faro su un tema importante e, pur nel loro stile televisivo, abbiano dato spazio anche alla nostra voce. È un primo passo per costruire un dialogo più consapevole su cosa sia davvero l’osteopatia.
Quali sono oggi le priorità per il mondo osteopatico italiano?
Senza dubbio una regolamentazione chiara. Servono norme condivise per garantire sicurezza ai pazienti e valorizzare chi opera con serietà da anni.
Il riconoscimento delle equipollenze è cruciale per non disperdere competenze preziose e già in atto.
Serve a tutelare i pazienti e a valorizzare chi opera con competenza. Ecco perché oggi chiediamo il riconoscimento delle equipollenze per tanti professionisti già attivi da anni e per tutti gli studenti che oggi stanno concludendo una formazione di qualità.
Che ruolo ha avuto TCIO nella diffusionedell’osteopatia in Italia?
Con il nostro istituto abbiamo formato oltre 500 osteopati, molti dei quali oggi lavorano in sinergia con medici, fisioterapisti e strutture sanitarie. Abbiamo sempre puntato su una formazione moderna, rigorosa e integrata con le esigenze del paziente e della medicina ufficiale.
Qual è la tua visione per il futuro dell’osteopatia?
Un’osteopatia integrata nei percorsi di prevenzione e salute, sempre più dialogante con le altre discipline sanitarie. Credo in una professione matura, in grado di farsi capiredal grande pubblico con serietà, empatia e competenza.
Redazione TCIO – Istituto di Osteopatia
